Bruf è lo pseudonimo di Roberto Rufini, visual artist e graphic designer, che vive e lavora a Roma.
Con oltre quaranta anni di esperienza nel campo della comunicazione visiva, ha firmato progetti grafici per realtà culturali, editoriali e musicali.
Nel 2022 la pittura — una passione che lo accompagna da sempre — diventa parte integrante della sua pratica creativa. Non si tratta di una deviazione, ma di un’espansione del suo percorso: un passaggio che non annulla, ma assorbe e trasforma il lavoro precedente. Restano la stessa attenzione alla composizione, la ricerca di misura e di sintesi, ma muta il gesto, così come la materia.
Il suo linguaggio visivo è un incontro tra discipline, epoche e strumenti differenti: tecniche digitali, supporti recuperati, carta e legno, colore e tipografia. I materiali stessi raccontano storie: superfici originariamente destinate ad altri usi portano con sé tracce, errori e memorie, che si trasformano in fondamenta per l’opera.
Ogni fase del suo lavoro – dal progetto alla pittura – nasce da una tensione verso la sintesi, un equilibrio tra il rigore compositivo e la libertà del gesto. Non è un linguaggio che cerca di spiegare, ma che suggerisce, lascia spazio, invita a guardare.